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Autore: Giulia Carlucci

Giulia Carlucci

Giulia Carlucci

Nata a Roma nel 1981, cresciuta a pane, sport, cinema, letteratura e sarcasmo. Una vita poco equamente divisa tra libri, penne e scarpe da ginnastica. Ho sempre praticato lo sport con entusiasmo variabile, ora amo solo raccontarlo. Leggo compulsivamente tutto, anche le istruzioni delle medicine, più velocemente di quanto riesca a rispondere ai messaggi. Scrivo di tutto e ovunque: su quaderni, tovaglioli e ricevute fiscali. Specializzata in passioni travolgenti e maratone… di libri.

«Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore.»— Italo Calvino C’è una domanda che, da adulti, smettiamo di farci troppo presto. Quando abbiamo smesso di giocare? Non di fare sport. Di giocare. Sono due cose che a volte coincidono, ma non sempre. Lo …

“Acta, non verba.” Fatti, non parole. Un antico motto latino. Ci sono stagioni in cui prepariamo e altre in cui aspettiamo. Altre ancora in cui troviamo il coraggio di mostrarci al mondo. Arriva sempre un momento in cui tutto ciò che abbiamo pensato non basta più. Perché ogni idea, se vuole diventare realtà, deve accettare il rischio dell’azione. Il tempo del gesto è, …

«La mia più grande forza non è stata vincere, ma essere vista per quello che ero.» — Serena Williams C’è un momento nello sport in cui il corpo smette di essere solo strumento e diventa linguaggio. Non più mezzo ma messaggio. È il momento dell’esposizione. Giugno, per noi, è questo: il tempo in cui il …

Ci sono corpi che lo sport espone alla gloria e corpi che restituisce alla verità. Quello di Alex Zanardi è stato entrambe le cose. Per anni abbiamo guardato il suo corpo correre. Prima dentro le monoposto lanciate a velocità irreali, poi dentro un’altra velocità ancora più difficile: quella della sopravvivenza. Ma ridurre Zanardi alla retorica …

C’è un momento, prima di ogni gara, in cui tutto sembra immobile. La pista è liscia come un pensiero non ancora detto. Le tribune sono silenzio ordinato. Perfino il vento aspetta. È lì che abita lo sport più vero. Non nell’urlo. Non nel podio. Ma nell’ intervallo che precede. In un tempo che si rincorre, …

Dialogo con Andrea Trivellato, l’ideatore del progetto “Nuove generazioni da costruire” Il movimento è una porta per imparare il mondo.— Jerome Bruner Sempre più bambini crescono con un paradosso curioso: hanno accesso a tutto, ma si muovono sempre meno. Meno corsa, meno equilibrio, meno scoperta dello spazio. Il corpo si è trasformato in un territorio …

Tra due pugni chiusi, esiste sempre un istante per aprire le mani. Pace. ἐκεχειρία (ekecheiría) Tenere ferme le mani. Prima ancora della parola εἰρήνη (eirène) - la pace compiuta- i Greci conoscevano questa parola più pratica e concreta: ἐκεχειρία. La tregua olimpica. Non l’assenza definitiva di guerra. Una sospensione. Le città-stato interrompevano i conflitti per …

“Non si nasce donna: lo si diventa.”— Simone de Beauvoir Nello sport questa frase pesa più che altrove, perché diventare non è teoria: è fiato corto, muscoli che apprendono, occhi che imparano a non chiedere permesso. Diventare è un verbo atletico. Lo sapeva Sara Simeoni, quando saltava oltre l’asticella e oltre l’idea che un corpo …

C’è sempre un primo gesto. Un fischio d’inizio. Una luce che si accende un secondo prima del previsto. O un secondo dopo. Dipende da chi guarda. Questo primo numero di Sportlights nasce così: come un atto di ascolto, prima ancora che di racconto. Nasce dall’idea che lo sport non viva solo nei risultati, nei podi …

"Il tennis è pugilato. Ogni tennista, prima o poi, si paragona a un pugile, perché il tennis è boxe senza contatto. È uno sport violento, uno contro l'altro, e la scelta è brutalmente semplice quanto sul ring. Uccidere o essere uccisi. Sconfiggere o essere sconfitti. Solo che nel tennis le batoste sono più sotto pelle”. …

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