“Il tennis è pugilato. Ogni tennista, prima o poi, si paragona a un pugile, perché il tennis è boxe senza contatto. È uno sport violento, uno contro l’altro, e la scelta è brutalmente semplice quanto sul ring. Uccidere o essere uccisi.
Sconfiggere o essere sconfitti. Solo che nel tennis le batoste sono più sotto pelle”.
Oltre lo sport, un memoir.
Open non è solo la storia di un grande campione del tennis. È un viaggio nella mente e nel cuore di Agassi. L’espressione autentica della memoria emotiva dell’uomo dietro lo sportivo.
Pubblicato nel 2011 e scritto con la collaborazione del premio Pulitzer J.R. Moehringer, il libro racconta la carriera di Agassi con una sincerità disarmante, svelando non solo i successi e le vittorie, ma anche le paure, le delusioni e le contraddizioni di un uomo che-questo è il paradosso- ha sempre odiato il tennis.
“Io odio il tennis, lo odio con tutto il cuore, eppure continuo a giocare”
Costretto dal padre a dedicarsi al tennis fin dall’infanzia e coinvolto ossessivamente dallo stesso.
Un padre cui non può dire di no, al quale deve solo obbedire e annuire per non far accadere “brutte cose”.
L’autobiografia ci porta dentro un’infanzia fatta di allenamenti estenuanti e di una pressione insostenibile. Un André meno conosciuto, che mostra il suo lato più umano e reale. Un uomo privato della propria infanzia e, soprattutto, della propria adolescenza.
Questo odio per lo sport che lo ha reso celebre è uno dei temi centrali del libro. Non c’è solo la mera cronaca sportiva, ma molto di più: c’è una lotta contro il destino abilmente ritratta in un romanzo di formazione tanto reale quanto crudo.
Agassi ripercorre i momenti chiave della sua carriera, dagli esordi ribelli agli anni di gloria, fino alle cadute più dolorose. Racconta, con la più assoluta sincerità, il periodo in cui ha toccato il fondo tra infortuni, dipendenza da metanfetamine e crisi personali. Mostra il fianco. Espone l’uomo dietro al mito, in un racconto generoso di sé. Dà luce alla fatica che precede ogni vittoria e che soprattutto segue ogni sconfitta.
“Vincere non cambia niente. Una vittoria non è così piacevole quant’è dolorosa una sconfitta. E ciò che provi dopo aver vinto non dura altrettanto a lungo. Nemmeno lontanamente”
Ciò che davvero rende questo libro straordinario è la capacità dell’autore di trasformare il racconto sportivo in una storia umana universale: quella di un uomo che cade, si rialza e trova la sua strada.
La penna di Moehringer è fluida e avvincente, le immagini rese riescono agevolmente a catturare anche i “non addetti ai lavori” o chi non è appassionato di tennis. Ogni dettaglio, persino quelli delle partite- sono descritte in modo vivido e cinematografico- è sempre funzionale alla narrazione della crescita personale di Agassi.
Open non è semplicemente un libro sullo sport.
È una storia di autodeterminazione, dolore e riscatto.
Un libro per chi ama il tennis, ma soprattutto per chi vuole leggere un’autobiografia onesta e appassionante. Per chi cerca ispirazione e autenticità.
“E allora, a chi importa se odi il tennis? Tutta quella gente là fuori, tutti i milioni di persone che odiano ciò che fanno per vivere, lo fanno comunque. Forse il punto è proprio fare ciò che odi, farlo bene e con allegria. Odi il tennis, quindi. Odialo quanto ti pare, ma devi pur sempre rispettarlo e rispettare te stesso”.

