Letizia ama giocare a calcio: un’appassionante intreccio tra la sua storia e quella di protagoniste/i del calcio italiano che ce l’hanno fatta
Scheda tecnica
Titolo: Voglio fare la calciatrice
Autrici: Francesca Gargiulo, Gaia Missaglia
Illustratrice: Claudia Pescia
Editore: PIEMME (collana Battello a Vapore)
Età consigliata: 9+
Sport: calcio
Specialità principali: amicizia, famiglia, passione, entusiasmo
Nello sport il limite ha due facce. Ciò che proviamo a superare (un record, una paura, un’età) è allo stesso tempo ciò che ci protegge e rende possibile la gara. Voglio fare la calciatrice lo racconta dal un punto di vista di Letizia, per tutti Leti, una bambina di dieci anni che, durante un tema in classe, alla domanda della maestra di “raccontate ciò che vi rende felici”, non ha dubbi: il calcio. È il primo capitolo, ma è già una dichiarazione d’intenti.
A scrivere il libro, e a comparire anche come personaggi, sono Francesca Gargiulo e Gaia Missaglia, allenatrici del settore giovanile dell’AC Milan. Gargiulo è anche psicologa dello sport e ha dovuto fare i conti con un infortunio al crociato che ha interrotto presto la sua carriera da calciatrice; Missaglia ha giocato in Serie A. Il limite, dunque, lo conoscono da dentro, e si sente: non c’è mai una lezione dall’alto, ma lo sguardo di chi ogni settimana accompagna le bambine in campo.
Questo sguardo si riflette nella struttura, che è riconoscibile e funziona. I capitoli sono sedici e ciascuno si compone di tre momenti: la storia di Letizia, la testimonianza di una persona che ce l’ha fatta nel settore calcistico e un’attività da svolgere. Il racconto resta il motore, ma dopo ogni tappa i lettori sono invitati a fermarsi, riflettere, mettersi in gioco. Più che un romanzo e più che un manuale, si tratta di un ibrido che tiene insieme i due aspetti.
“Certo che oggi è proprio il tuo giorno fortunato”
A guidare il racconto è proprio Letizia, che vive con il pallone attaccato ai piedi. Sul campo verde dà il meglio di sé e, soprattutto, si diverte: è forse il merito maggiore del libro, ricordare che il talento non viene prima del piacere, ma nasce dentro di esso. Con il sostegno della famiglia (e anche dei nonni pronti a rimediare alle dimenticanze!) entra in una squadra femminile e impara, allenamento dopo allenamento, ciò che lo sport insegna: pazienza, sacrificio, amicizia.
Nel capitolo 11 Leti e le compagne devono, infatti, affrontare i “ragazzini maleducati”, come li chiamano, con cui hanno perso qualche mese prima. Stavolta sentono di potercela fare, perché non si sono solo allenate molto, ma hanno lavorato anche sull’aspetto psicologico: “testa libera!”, ripetono le Misteresse, come chiamano le allenatrici le piccole giocatrici. Il limite, qui, non è solo quello fisico, ma anche quello che si alimenta speso a livello psicologico.
“Cosa vuoi fare da grande?”
Se il racconto ci mostra come si affronta una partita, le testimonianze mostrano dove può portare un sogno, e sono la parte che dà al libro il suo tratto più originale. Ad affiancare Letizia ci sono calciatrici professioniste e voci che il calcio lo raccontano. Tra queste Manuela Giugliano, regista della Roma e della Nazionale, numero 10 e capitana giallorossa, nel 2024 prima italiana tra le trenta finaliste del Pallone d’Oro femminile. Poi Germano Lanzoni, la voce di San Siro e speaker ufficiale del Milan, che mostra come si possa stare dentro il calcio anche senza giocarlo: con un microfono, con il racconto, con il rito collettivo dello stadio. E ancora Valeria Oliveri, classe 1986, speaker radiofonica e ideatrice del programma Bomber Girl.
È una scelta preziosa: per ogni sogno servono esempi concreti, e il libro ne offre di diversi, perché non tutte le strade passano dal rettangolo di gioco. Le bambine possono riconoscersi in una calciatrice, in una portiera, in chi allena o in chi racconta.
“Inventa un gioco con la palla e invita poi i tuoi amici a giocare con te”
A rendere il libro davvero vivo sono poi le attività di fine capitolo, che chiudono il cerchio. Lo trasformano in uno strumento da usare a casa e a scuola e fanno della lettura un momento condiviso. Le illustrazioni di Claudia Plescia completano il quadro con un tratto semplice e immediato, adatto a chi ha da poco imparato a leggere in autonomia.
Giudizio in coppe: 🏆🏆🏆🏆/5
Nel libro il primo gol è riuscire a dire “voglio farlo”, il resto (la squadra, il sacrificio, gli esempi giusti) è ciò che trasforma una frase scritta in un tema in una strada da percorrere.

