Settembre arriva puntuale come la prima campanella a scuola.
Tutto ricomincia.
Il lavoro.
La dieta.
La palestra.
La vita familiare.
La routine quotidiana.
Il corpo, però, non vuole saperne di ricominciare.
Rifiuta il tempo dell’orologio.
Di sveglie che suonano.
Di abitudini da riprendere.
Di appuntamenti da ricordare.
Di scadenze da non dimenticare.
Il corpo chiede una cadenza.
Una fessura.
Uno spiraglio.
Un varco.
Il corpo chiede un ritmo.
Un accordo con il vento.
Il kiter sta fermo sulla spiaggia.
Guarda le onde.
Legge l’acqua.
Aspetta.
Quell’attesa non è tempo perso.
È parte integrante dell’allenamento.
È l’accordatura prima del concerto.
Poi arriva il vento.
Non lo sente arrivare.
Lo intuisce.
E lì inizia la ricerca del ritmo.
Non è un gioco di forza.
È un dialogo a tre: il kiter, il vento, il mare.
Se tiri troppo, cadi.
Se sei rigido, cadi.
Se vuoi andare più veloce del vento, cadi.
Devi trovare il tuo ritmo.
All’improvviso la tavola inizia a scivolare.
Non stai lottando.
Stai scorrendo.
Hai trovato il ritmo.
Un ritmo che nasce dall’incontro.
È esattamente questo che ci chiede settembre.
Ci chiede di metterci in ascolto.
Non ripartire a mille.
Non rincorrere quello che si è perso d’estate.
Ma imparare di nuovo a sentire da dove arriva il vento.
Perché il ritmo si trova.
E quando lo trovi, vai da solo.
Settembre.
Sentire il ritmo.
In due luoghi diversi.
La spiaggia di Milos Beach a Lefkada.
Lì, il ritmo, te lo dà la natura.
Puntuale, ogni pomeriggio.
Un ritmo gentile.
Un vento che ti insegna la pazienza e la costanza.
I kiter cercano la cadenza pulita, non le manovre sensazionali.
La Riserva Naturale della Sentina a San Benedetto del Tronto.
Là, il ritmo lo devi trovare tu.
Non c’è un orario.
Non c’è una garanzia.
Aspetti la finestra giusta.
I kiter non cercano il vento perfetto.
Vogliono l’imprevedibilità del momento.
Ionio e Adriatico.
Un’isola ventosa.
Una costa protetta.
In entrambi i casi: l’ascolto.
Due modi diversi di rispondere alla stessa domanda.
Come ricominciare?
Non esiste un ritmo giusto.
Esiste il tuo ritmo.
Non serve comprare un kite domani.
Non è questo il punto.
Settembre ti chiede solo di ascoltare che tipo di tempo stai cercando.
È prendersi un pomeriggio.
Andare in una spiaggia ventosa.
Stare a guardare le ali colorate dei kite.
Ascoltare il loro suono.
Capire che nessuno sta correndo.
A volte, si esce con il vento che c’è.
A volte, si aspetta il vento giusto.

