Un racconto scritto meravigliosamente per chi, con amore e coraggio, coltiva il suo sogno
Scheda tecnica

Titolo: Mille briciole di luce
Autrice: Silvia Vecchini
Editore: Il Castoro
Età consigliata: 9+
Sport: ginnastica ritmica
Specialità principali: amicizia, coraggio di essere sé stessi
Pagine: 192 p.
Tua mamma ti ha immerso nel fiume
del suo amore
ma non interamente
ha lasciato il tuo tallone scoperto
nel suo punto debole
l’amore per la ginnastica
che ha dovuto lasciare
e tu, in verità, ne hai incontrata
una più armoniosa
più elegante
più femminile
più pericolosa
perché dell’eredità
ognuno può fare
quel che vuole
Si apra il sipario sulla delicata esistenza di un fiore che sta per sbocciare: Danni, un dodicenne che custodisce una passione viscerale e apparentemente irraggiungibile per la ginnastica ritmica, eredità della sua mamma, abile ginnasta. In un mondo in cui questo sport sembra declinabile solo al femminile, Danni coltiva in segreto il suo talento, ipnotizzato dalle coreografie delle Farfalle Azzurre e dal sogno di far volare in aria un cerchio o delle clave.
Danni vive in un paesino col suo papà, Piero, un meccanico che ama profondamente il figlio ed è preoccupato per lui; sì perché Danni, a dispetto degli altri maschi, ha i capelli lunghi, è fragilino di costituzione e nutre profonda passione per la ginnastica, praticata fino al brutto giorno della morte della mamma Ana.
Per Danni, infatti, la vera paura non è quella che il padre riversa su di lui, ma quella della perdita della sua mamma, di quel brutto giorno in cui gli fu data quella notizia.
Attorno al ragazzo, però, si è costruita una fitta rete di supporto e amicizia: Ambra che condivide con lui la passione per la ginnastica ritmica e lo rende partecipe di coreografie e gare; Radu, un timido ragazzo, innamorato in segreto di Ambra, con una passione eccezionale per il pianoforte; e infine Rosa, la proprietaria del salona da parrucchiera del paese. Quel posto per Danni è un luogo sicuro, rifugio dove andava già in tenera età con la sua mamma, che lavorava proprio lì.
Un giorno, tuttavia, le paure di Piero diventano reali: Danni viene picchiato. Non vuole più uscire di casa, né tantomeno farsi vedere in giro; ed è qui che, col fiato sospeso, si attende di scoprire se riuscirà Danni a trovare la propria nicchia e il coraggio di tracciare una strada mai battuta prima o si lascerà schiacciare dalle dicerie della gente.
La storia, pur rifacendosi allo schema classico del viaggio dell’eroe, è di una rara e commovente delicatezza. Ambra si conferma la compagna di viaggio fondamentale di Danni: condivide con lui gli attrezzi, si allena in segreto nel campetto dietro casa e organizza espedienti geniali per farlo entrare in palestra. La scena finale della performance insieme è la perfetta metafora dell’amicizia vera, quella che ti accompagna, a passi di danza, al tuo ritmo, a esporre il tuo talento senza vergogna.
Radu è l’amico fidato, che offre supporto materiale e rifugio, rivelandosi un’ancora di salvezza nei momenti critici.
La strada è un nastro che fa mille giri e il loro amico lo tiene saldamente in mano.
Inizialmente iperprotettivo, Radu comprenderà nel profondo il desiderio di Danni di completare il proprio percorso di crescita, e quindi diventare un ginnasta della ritmica, poichè lui stesso senza la musica e il pianoforte non vivrebbe ugualmente. Personalmente, avrei apprezzato un approfondimento sulla tenera storia d’amore che nasce in nuce tra lui e Ambra, ma capisco la scelta autoriale di mantenere il focus su Danni, per rimanere anche in un numero di pagine contenuto presupposto che, viceversa, sarebbe venuto meno.
Rosa incarna la classica figura del mentore. La sua posizione privilegiata le permette di spronare il ragazzo dalle comode poltrone del suo salone, un rifugio sicuro e privo di giudizi. Nel momento di massima oscurità, è lei a condividere con Danni la storia di Lavinia, un’ex promessa del calcio professionistico finita a lavorare alla pompa di benzina del padre:
Se hai un talento, devi difenderlo. Anche da te stesso.
Piero, il papà, rappresenta esattamente quello scudo flebile tra una società pronta a sbranare chi esce dagli schemi e l’amore per un figlio, che si spera impari a sostenersi da solo. Pur faticando ad avere piena fiducia nelle ambizioni di Danni, la sua evoluzione lo porterà a mostrare un’autentica fierezza, ridimensionando la fisiologica paura genitoriale di vedere il proprio figlio farsi spazio nel mondo.
Il vero antagonista della vicenda è l’opinione pubblica, che prende corpo nell’intolleranza e nei pregiudizi di alcuni personaggi di contorno (in particolare, il ragazzo che picchia Danni). A questa si aggiunge la paura, emozione che la società si aspetta Danni provi, insieme alla vergogna. È proprio la paura, infatti, che se alimentata ostacola il pieno sviluppo individuale ma sembra non appartenere al giovane protagonista, che a testa alta affronta e porta avanti il suo percorso di crescita.
Danni è da tanto che non ha più paura. Da quel giorno di aprile quando lo avevano chiamato fuori dalla classe e suo padre l’aspettava nell’atrio per tornare a casa e lui già sapeva perché. Quella era la paura. Il resto no.
A scandire l’effetto suspense interviene l’espediente del coro: un ottimo intercalare narrativo che predice e guida chi legge, tenendolo col fiato sospeso fino al liberatorio respiro finale. Quello che spesso non sentiamo dalle notizie di cronaca, purtroppo, le quali ricordano come non sempre storie simili hanno un esito felice. Il libro tratta e risolve in modo romanzato classici stereotipi, che in Italia iniziano a diradarsi, pur restando ancora radicati in alcuni contesti educativi.
Questa lettura ci invita a indossare lenti nuove, ricordandoci che l’arte di educare significa accompagnare ragazze e ragazzi verso la completa realizzazione di sé. Cosa rispondiamo a chi desidera semplicemente seguire le proprie inclinazioni, ma viene brutalmente ostacolato o necessita di costante protezione? In questo senso, la figura di Ambra è ammirevole e d’esempio: trovare strade percorribili quando tutto intorno a chi si sente schiacciato appare buio è il modo migliore per affiancare un adolescente e non solo.
E adesso sei pronto
vuoi calzare la tua scarpa
Esporre il tallone
Riscattare anche il tuo valore
La coda tagliata della lucertola
Ecco ricresce
La scarpa lasciata da Cenerentola
Le gambe nuove della Sirenetta
Senza squame di pesce
Giudizio in coppe: 🏆🏆🏆🏆🏆/5
Il romanzo è perfetto per chi si sta affacciando nella fase dell’adolescenza ed esce dalla zona di comfort degli affetti familiari. Sia dal punto di vista della crescita umana sia dell’abitudine alla lettura, le sue 192 pagine rappresentano un’ottima palestra per allenare i più giovani a leggere e trovare sempre una strada per esprimere ed esporre con coraggio ciò che sono.

