AVVINCENTE FUMETTO CON STORIE DI FAMOSI ATLETI CHE HANNO FATTO LA STORIA (NON SOLO!) DELLO SPORT

Scheda tecnica

Titolo: Pesi Massimi – storie di sport razzismi sfide

Autore e illustratore: Federico Appel

Editore: Sinnos

Età consigliata: 10+

Sport: atletica, pugilato, suf, ciclismo,

Specialità principali: linguaggio inclusivo, amicizia, competizione

Personalmente, nessuno mi ha mai insultata per il colore della mia pelle. Anzi, se qualcuno mi desse della “bianca”, probabilmente non mi offenderei. Ma la prospettiva cambia se guardiamo ad altri contesti storici: persecuzioni, violenze e discriminazioni hanno segnato profondamente la storia dell’umanità. Soprattutto sulla pelle di chi bianco non è…

Tuttavia, lo sport ha rappresentato nel tempo anche un’opportunità per superare queste barriere, diventando un luogo di incontro, rispetto e dialogo tra persone provenienti da luoghi e culture diverse e con colore della pelle differente.

Il fumetto Pesi massimi di Federico Appel è proprio questo: un viaggio attraverso storie semplici ma straordinarie, capaci di andare controcorrente rispetto all’odio e alle ideologie dominanti.

A guidare il protagonista, un giovane portiere convinto che lo sport sia solo performance e in cui il lettore si può identificare, è Muhammad Ali. Figura carismatica e provocatoria, Ali diventa una sorta di guida morale, mettendo in discussione il comportamento del ragazzo, che inizialmente insulta gli avversari e gioca in modo scorretto.

Attraverso il suo racconto emergono storie di grandi atleti: Gino Bartali, che durante la seconda guerra mondiale aiutò a salvare vite di molti ebrei trasportando documenti falsi; Tommie Smith, John Carlos e Peter Norman, simboli della lotta per i diritti civili alle Olimpiadi del 1968.

Quest’ultimi non si limitarono a vincere, ma lanciarono un messaggio potentissimo: le persone nere non devono più abbassare la testa, hanno diritto a esistere. Il gesto fatto sul podio (non spoilero nulla… leggete il fumetto!), legato all’Olympic Project for Human Rights, costò loro l’esclusione dalle competizioni future, ma rimase eterno come simbolo di coraggio e lealtà.

E, last but not least, la storia dell’amicizia tra Jesse Owens e Luz Long, nata in occasione delle Olimpiadi di Berlino del 1936, organizzate dalla Germania nazista per esaltare la presunta superiorità della razza ariana.

Jesse Owens, atleta afroamericano, è un fenomeno: vince i 100 e i 200 metri. Tuttavia, durante la gara di salto in lungo rischia la squalifica. A quel punto interviene Luz Long, atleta tedesco e simbolo dell’ideale ariano, che gli suggerisce come migliorare il salto.

Jesse vincerà l’oro, Luz l’argento: il loro abbraccio finale diventò simbolo di un’amicizia capace di superare ogni barriera.

Il fumetto si conclude con la presa di consapevolezza del giovane portiere, il Dante della storia illustrata e narrata da Appel, che si trasforma in azioni concrete, come l’utilizzo di un linguaggio rispettoso verso gli avversari. Le etichette, spesso, servono solo a mascherare le nostre paure: non definiscono davvero chi abbiamo davanti, lo riducono a una singola caratteristica, fin troppo riduttiva per definire le complesse e affascinanti sfaccettature di una persona.

Giudizio in coppe: 🏆🏆🏆🏆/5

Un fumetto educativo e attuale, capace di unire sport e riflessione civile.

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