TRE STORIE DI CAMPIONESSE PARALIMPICHE
SCHEDA TECNICA

Titolo: Fuori serie
Autrice: Francesca Cavallo
Illustratori: Irma Ruggiero, Luis San Vincente, Valentina Toro
Editore: Momo Edizioni
Età consigliata: 6+
Sport: corsa, fioretto, tiro con l’arco… e non solo!
Specialità principali: resilienza, coraggio, costanza e caparbia
“Avere un corpo e una mente diversa non vuol dire però non essere persone, e tantomeno essere speciali […] anche i corpi più sbilenchi […] possono desiderare il rischio, la velocità, la competizione, ed essere straordinari, potenti, forti, velocissimi.”
La citazione iniziale è tratta dall’introduzione scritta da Valentina Perniciaro per il libro di cui parleremo in questa recensione, “Fuori serie”, edito da momo edizioni di Francesca Cavallo, già nota co-autrice di “Storie della Buonanotte per bambine ribelli”.
Il libro è un illustrato in brossura con un’attività, ogni fine capitolo, che coinvolge in prima persona e costringe a farsi domande scomode o che daremmo per scontate.
Ma non c’è nulla di scontato in questo libriccino che, per chi ha il coraggio di osare e prenderlo dallo scaffale, è una piccola ostrica con tre perle dentro: le storie di Tatyana, Bebe e Zahra.

Partiamo dall’ultima storia del libro, quella di Zahra Nemati “L’arciera”.
Atleta di Takewondo fino a 19 anni e desiderosa di andare alle Olimpiadi, vede sfumare il suo sogno dopo un incidente d’auto, che la costringe sulla sedia a rotelle.
Dopo due anni però arriva l’idea: provare un nuovo sport per coronare il suo sogno, il tiro con l’arco. Zahra competerà con atleti normodotati, battendoli e qualificandosi alle Olimpiadi di Londra nel 2012, dove vincerà la sua prima medaglia d’oro.
E quattro anni dopo sarà la prima donna a vincere le ParaOlimpiadi dell’Iran, un Paese, in questo momento, sotto attacco di Israele e dell’America di Trump, dove la libertà femminile è una conquista ancora lontana.
Ciò che sorprende e dà carica è la sua ostinazione a raggiungere il suo obiettivo: come fai se non puoi più fare ciò a cui eri sempre abituata da un momento all’altro?
Con caparbietà e costanza Zahra trova una via alternativa per riuscire a coronare e fare bene quello che aveva sempre desiderato.
Ho chiaro dove voglio arrivare, ho un ostacolo davanti a me, trovo una strada alternativa per raggiungere, comunque, l’obiettivo.

Il 6 Marzo sarà il compleanno di un orgoglio della scherma femminile: Beatrice Vio, detta Bebe.
Dopo una meningite, che la costringe ad amputare braccia e gambe, Bebe sceglie la vita e i suoi genitori sono con lei.
Già grande appassionata di scherma, non sarà certo un arto a fermarla! Medaglia d’oro alle ParaOlimpiadi del 2016 e apprezzata in tutto il mondo: è stata ospite a cena di Barack Obama e volto per riviste di moda.
Sicuramente gli aggettivi che vengono in mente pensando a Bebe sono: instancabile e ottimista; come altro si potrebbe definire una giovane donna che vede il suo corpo non come un limite, ma come fonte di infinite possibilità?
Sì, persino scalare un vulcano fin su in cima!

Eccoci arrivati all’ultima storia: quella di Tatyana McFadden.
Tatyana viene adottata da due mamme americane che non si lasciano fermare dalla diagnosi di spina bifida di questa bambina, che aveva sempre vissuto nella Casa 13, un orfanotrofio in Russia.
Lei fa tutto… ma a modo suo!
Perché la sedia a rotelle appena la vedi può sembrare un limite, se guardi però dalla prospettiva della persona che ci sta sopra, scopri come può essere invece foriera di opportunità e strade da percorrere… anzi piste su cui correre ad alta velocità!
Dopo Atene, la gente cominciò a chiamarla “la donna più veloce del mondo”.
Giudizio in coppe: 🏆🏆🏆🏆/5
Il vero “migliore” è chi supera se stessa o se stesso per raggiungere il proprio obiettivo, per fare le cose a modo proprio, chi usa l’immaginazione per inventarsi una realtà dove spesso non c’è spazio per il diverso o per ciò che non è conforme. Diceva Jim Morrison: “Non è forte chi non cade, ma chi cadendo ha la forza di rialzarsi”.
Non serve un’ Olimpiade per riconoscere che le tre storie di cui abbiamo parlato raccontano di “Fuori Serie” che hanno vinto nella loro vita, perché non hanno scelto di rimanere in un angolino, ma vivere fino in fondo.
Foto: Wikipedia

