Crede davvero che gli abbiano dato un modello senza freni.
Gli sci vanno dove vogliono, i carving fanno amicizia da soli con la pista e l’unica cosa che prova a rallentare è il buon senso, subito superato in curva.
È lo sciatore che scende convinto che la fisica sia un’opinione, che la velocità sia uno stato d’animo e che mica frenano sia più una filosofia di vita che una constatazione tecnica. Sorride, urla, curva. Non nell’ordine.
Si affida al destino, alla pendenza e a quel vago concetto di equilibrio che vale solo finché dura la pista. Urla per incoraggiarsi, sorride per non piangere, curva per caso.
È Sportinio, dicono. Ma a guardarlo bene, sembra più una metafora.

